Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini Cervaro

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Montevideo, Estadio Centenario
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Scritto da Andrea Meccia   
martedì 20 aprile 2010
Quando mi mandava in America al seguito della leggenda rappresentata da Muhammad Alì, mi raccomandava sempre: «Cerca di raccontare l'ambiente, il contorno, la filosofia, l'attesa che un campione come lui innesta in quella società. Non ti dimenticare che la telecronaca diretta di Paolo Rosi fa vedere già tutto. Bisogna che racconti quello che non si vede»
Gianni Minà ricorda le parole di Maurizio Barendson

Montevideo, Luglio 2009

Non so come si chiama. Ma vorrei sapere tutto di lui. Quanti anni ha, dove è nato, dove vive, che fanno i suoi genitori, se va a scuola, se ha fratelli o sorelle, dove dorme, cosa mangia e se mangia, come è arrivato fin qui, se tutte le domeniche, quando il Nacional de Montevideo gioca allo Estadio Centenario si ripete la stessa liturgia.

Sotto la Tribuna Colombes, i cori della hinchada del Nacional stordiscono quasi. C'è una porta di ferro arrugginita, con piccoli buchi qua e là. Lui per fortuna non è molto alto. I suoi occhi arrivano perfettamente all'altezza del buco della serratura che non c'è. Sta lì immobile e frenetico. Felpa bianca di ciniglia, pantaloni rossi di tuta, scarpette da ginnastica, orecchie grandi, volto malinconico e sporco. Da quel buco riesce a vedere uno spicchio di campo, dove si muovono i suoi eroi. Avido e curioso, sta lì a seguire la sua partita. Un orecchio alla tifoseria e l'altro alla radio dei ragazzi più grandi alle sue spalle. L'umore della tifoseria conduce la danza delle sue gambe e quando il Nacional buca due volte la rete del Defensor Sporting, la sua gioia sembra controllata. Salta su se stesso e allunga il suo sguardo oltre quel buco. Si concentra per rendersi conto di ciò che è accaduto, ma qui non ci sono replay per apprezzare il gesto tecnico o per verificare un fuorigioco. C'è solo l'urlo della curva che copre anche la radio che gracchia. Sta per calare il buio su Montevideo e sullo stadio dove l'Uruguay si laureò campione del mondo nel primo mondiale del 1930. Si accendono i riflettori, mancano dieci minuti al termine della partita. I poliziotti in sella a cavalli dalla coda ben pettinata vanno a disporsi di fronte alle porte di ingresso. Li seguono i venditori di garrapiñada e manin, con i loro carretti fumanti. Si rianimano anche i venditori di bandiere e sciarpette. La curva del Nacional alza il tono della sua voce. Dietro di lui si asserrano decine di persone. Sembra di vedere la fila di ingresso di diseredati che cercano un pasto caldo in una parrocchia, ma dietro quella porta arrugginita si gioca solo una partita di calcio. Ancora qualche secondo di attesa e si apriranno le porte dello stadio che per qualche minuto avrà il sapore del paradiso. E lui cosa farà? Il suo volto malinconico sorriderà?

Vorrei sapere tutto di lui, ma oggi mi basterebbe sapere questo.
Ultimo aggiornamento ( martedì 20 aprile 2010 )
 
Corso Fotografico
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Scritto da Walter Bianchi   
mercoledì 31 marzo 2010
L’Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini con la collaborazione del fotografo Todisco Igor organizza un corso di fotografia. Il programma didattico sarà articolato in 10 lezioni che possono essere suddivise in 4 parti fondamentali:
 
1) Regole e teoria della fotografia.
2) Rappresentazione e codifica delle immagini digitali.
3) Cenni di illuminoteca e illuminazione del set fotografico.
4) Lettura critica delle fotografie.

Il corso sarà suddiviso in lezioni pratiche e teoriche. Durante le lezioni pratiche sarà dedicato del tempo anche alla conoscenza più approfondita della propria attrezzatura fotografica e/o informatica.

Alla fine del corso gli allievi riceveranno un attestato di frequenza.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 aprile 2010 )
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Non strumentalizzateci!
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Scritto da Walter Bianchi   
lunedì 22 marzo 2010

Da tempo è usanza delle istituzioni o dei membri che ne fanno parte concedere ciò che spetta per diritto (morale prima ancora che legale) attraverso una formula particolare ovvero la formula del “piacere personale”. Un modo quanto meno particolare di disporre della cosa pubblica, senza dubbio autoritario e mirato a costruire un legame clientelare, con il conseguente deterioramento di uno stato di diritto e democratico in cui dovremmo vivere.
L’Associazione non è immune a subire questa pratica, ma allo stesso tempo ha la forza morale e civile per affermare che non si lascia strumentalizzare né scende ad alcun compromesso morale per poter portare avanti i propri programmi, tantomeno in questo periodo di campagna elettorale. I principi e i valori su cui si fonda il nostro operato non possono essere messi in discussione per il tornaconto di nessuno, per questa ragione ribadiamo con forza che l’ASSOCIAZIONE PIER PAOLO PASOLINI di Cervaro ha un carattere apartitico, per cui non ha né colori né simboli di partito di riferimento sui cui principi fondanti basare il proprio lavoro o da “appoggiare” nelle prossime votazioni politiche.

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 22 marzo 2010 )
 
Non lasciamoci soli: riflessioni a margine
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Scritto da Walter Bianchi   
martedì 16 marzo 2010
Discutendo tematiche importanti, i cui spunti di riflessione sono più profondi e vanno ben oltre quelli offerti da una sagra del cotechino o da una amatoriale rassegna sportiva, quando si va fuori quelli che sono i limiti in cui spesso si delimita, in maniera superficiale e riduttiva, ciò che deve essere l’azione e l’attenzione di associazioni di volontariato, a carattere sociale, ebbene in quel momento si viene catalogati, nel migliore dei casi, come “idealisti rivoluzionari senza speranza” ma più spesso come delle cellule “politiche” impazzite che si muovono in un terreno che non è di loro competenza. Il virgolettato in politiche in questo caso è d’obbligo, perché ormai questa parola ha assunto un’accezione troppo negativa e soprattutto troppo diversa da quei profondi e sublimi valori che si celano in essa.
Ultimo aggiornamento ( martedì 16 marzo 2010 )
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Non lasciamoci soli
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Scritto da Walter Bianchi   
venerdì 12 marzo 2010

Lunedì 15 Marzo, alle ore 17, presso la sala dell'Azienda Pluriservizi, in via Fadoni (a 150m dalla sede del Comune di Cervaro) l’Associazione "Pier Paolo Pasolini" in collaborazione con la lista civica “Unione per Cervaro” , organizza un dibattito pubblico per discutere e far conoscere le gravi problematiche inere nti:

  • la gestione dell’acqua, da parte di ACEA ATO5, spiegando ciò che continua a non funzionare nella gestione del servizio idrico provinciale e soprattutto per continuare l’assistenza ai cittadini sul caro bollette ACEA;
  • la costruzione della discarica di amianto più grande d’Europa, che sorgerà nel comune di Villa Santa Lucia, ennesimo ecomostro presente nella provincia frusinate, che ne sancirà la definitiva morte ambientale e conseguentemente sociale del territorio, che rischia seriamente di diventare la discarica d’Italia.
All’incontro parteciperanno: Lutrario Severo del Forum Nazionale dei Movimenti per l’acqua; Antonellis Mario del Coordinamento provinciale acqua pubblica; Di Zaccaro Valentina del Comitato “Villa no amianto”; Succi Cementini Tiziano del Comitato "Villa no amianto"Consales Riccardo dell’ Associazione “Vas Onlus” e Colella Fausto della lista civica “Unione per Cervaro”.
L'Associazione, fedele ai principi di coscienza politica e sociale del maestro Pier Paolo Pasolini, vuole cogliere l'occasione per ribadire il supporto totale al cordinamento provinciale dell'acqua e al comitato "Villa no amianto" contro quelle che sono gravi ingiustizie sociali, prima ancora che politiche, che si continuano a perpetrare nei confronti della gente che vive la nostra terra, sempre più abbandonata alla mercè di politicanti incompetenti e un servizio di informazione compiacente.

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 14 marzo 2010 )
 
Auguri P.P.P.
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Scritto da Walter Bianchi   
venerdì 05 marzo 2010

 

Pasolini con la mammaIl 5 Marzo 1922 nasceva il Maestro Pier Paolo Pasolini, colui che molti hanno definito, a ragione, l’intellettuale per antonomasia della cultura italiana. Uomo che con la sua spiccata sensibilità ha analizzato la vita sempre in maniera critica e mai retorica lasciandoci, un'immagine vera e completa , con le sue mille sfaccettature, dell'Italia che fu e che, ahimè, per certi versi è ancora oggi.
A 88 anni dalla sua nascita, si avverte il vuoto che ha lasciato, ma anche l’importante eredità che ci ha trasmesso, quel profondo amore per la cultura, che lo ha portato ad essere un innovatore nel teatro, nel cinema o ancora nella pittura; quella sua capacità non comune di sapersi schierare sempre ed apertamente, anche se ciò voleva dire criticare e ricevere le critiche di quel mondo intellettuale, studentesco o politico che maggiormente doveva essere sensibile all’ analisi a cui sottoponeva la società contemporanea; quella sua lungimiranza nel riuscire ad individuare i problemi e le pecche, ancora in fase germinale, in un’Italia che stava vivendo in quegli anni una profonda e radicale trasformazione, che l’avrebbero portata ad essere ciò che oggi, in cui quei problemi su cui spesso P.P.P. puntava il dito (trovandone sempre delle soluzioni) sono ormai radicati e propri della nostra vita quotidiana.
Ricordarlo è un dovere perché ogni qual volta mi trovo a leggere un suo romanzo, una sua poesia, un suo articolo giornalistico o mi trovo a vedere un suo film o una rappresentazione di una sua opera teatrale, rimango sempre sbalordito, ammirandone le capacità non comuni di trasmettere messaggi e insegnamenti, senza scadere mai in facili moralismi ma anzi spaccando gli schemi classici di una cultura italiana che si stava via via imborghesendo.
 
 
Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 marzo 2010 )
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