L'Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini organizza il II° torneo di calcio a 5"Sport e Passione"
Scritto da Walter Bianchi
giovedì 09 luglio 2009
Per il secondo anno l’Associazione Pier Paolo Pasolini Cervaro organizza il torneo di calcio a 5, "Sport e Passione".
Lo scopo è quello di dar vita ad un evento sportivo, che presenti forti richiami culturali. Il calcio fungerà da collante, per tutte le attività parallele a cui si darà vita nell’arco delle 2 settimane. Si farà sport parlando di musica, di letteratura e tant’altro ancora.
Alle varie squadre verrà assegnato, oltre il nome con cui saranno iscritte, il titolo di un'opera di Pasolini, di cui verranno affisse le recensioni. Una maniera diversa, per cominciare a conoscere e apprezzare il grande intellettuale italiano
Verranno inoltre proposte poesie e brevi articoli, che avranno come soggetto il calcio e lo sport in generale, di diversi autori tra i quali Montale, Saviano o lo stesso Pasolini.
Si avranno, come detto, spazi musicali, oltre che la possibilità di conoscere altre Associazioni operanti nel territorio Cassinate.
La manifestazione partirà il 16 luglio fino al 29 luglio.
Nei giorni di Sabato e Domenica si osserveranno dei turni di riposo.
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L’Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini presenta la personale di pittura di Sergio Todisco.
Il giovane artista, cresciuto in un ambiente familiare amante dell’arte e della cultura, si è avvicinato poco più che adolescente allo scoperta e allo studio dell’arte visiva.
Gli studi classici ne hanno acuito ulteriormente la sensibilità artistica, conferendo ad essa una più profonda e marcata identificazione. Nella ricerca continua di rappresentare la realtà e il modo con cui questa viene percepita, predilige il genere astratto. Nei suoi dipinti talvolta le forme perdono ogni regolarità, talvolta si dissolvono, per lasciare spazio solo ai colori. Si ha quasi la sensazione che questi si fondano l’uno con l’altro, abbandonando le restrizioni e gli schemi in cui le forme, con le loro linee e i loro tratti, potrebbero limitare la sua arte.
Nella personale presenterà dei quadri realizzati con la tecnica dell’acrilico, acqua e carta macerata. Grazie ad essa riesce ad ottenere crepe e rilievi, una rappresentazione quasi materica di una realtà caotica, data dalla dinamicità delle forme e dei colori, che a volte, nel loro turbinio di sfumature, sembrano fuoriuscire dalla tela.
La mostra verrà aperta il 4 luglio alle 18 e 30 e si terrà fino al 12 luglio, presso "Alchimia, Caffè in centro", nell'atrio della biblioteca comunale di Cassino (palazzo Arcobaleno), in via del Carmine, 16. Sarà aperta a tutti, gratuitamente.
La distribuzione di contributi, che hanno interessato alcune associazioni e comitati operanti nel territorio cervarese, ad eccezione della Pasolini, ha portato alla formulazione di alcuni leciti dubbi.
Un’Associazione Culturale, come la Pier Paolo Pasolini Cervaro, che opera tutto l’anno affinché, attraverso la cultura, si possano perseguire fini dal forte valore sociale, può accettare di buon grado che un’amministrazione sia poco sensibile alle problematiche, che questa possa avere? Può vedersi scavalcare nel gradimento da un comitato che celebra la sagra della lasagna?
L’ingenuità
è una colpa. L’innocente non ha più il diritto di essere tale, in una
società che fagocita tutto con le sue ingiustizie e i suoi crimini. Nella “SEQUENZA
DEL FIORE DI CARTA”, si contrappone l’ìmmagine gioiosa di un giovane ragazzo
romano, che con la sua spensieratezza attraversa una città dinamica.
Al traffico, con il suo movimento “metallico” e chiassoso,
rappresentazione di una quotidianità cupa, logorante e alienante, si
contrappone l’atteggiamento puerile e semplice di Riccetto, che balla e
passeggia con un fiore in bocca, quasi a voler evocare immagini serene,
campestri.
Egli ha la colpa di sorridere alla vita, nonostante essa
presenti mille ragioni per essere affrontata con ben altro spirito. Le immagini
che si avvicendano, confermano quanto sia colpevole. Queste rappresentano i più
cupi avvenimenti della storia della prima metà del novecento, di cui non ne
coglie il male e la sofferenza che da essi scaturiscono.
La sua fine
è segnata, nonostante il Signore provi più volte a richiamare la sua
attenzione, a parlargli, a mandargli un ultimo messaggio che possa salvarlo. Ma
un innocente, non può avere coscienza e volontà, non può sapere. La purezza ha
il limite che non può macchiarsi, delle cattiverie e bruttezze che nascono
dagli uomini, perché qualora se ne macchi, qualora ne prenda contatto sarebbe
destinata a non essere più tale. Così Riccetto, muore per il suo essere ingenuo
e inadeguato, ad una realtà che non lascia spazio alla purezza.
La sera del 7 febbraio 1974 la Rai Tv trasmise un nuovo, breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città", a cura di Paolo Brunatto.
Nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di Sabaudia, all'improvviso Pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi) l'appiattimento culturale, la devastazione estetica e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.
"Provate pure a credervi assolti, siete lo stesso coinvolti"
Fabrizio De Andre'
E' una notizia che sembra venire dalla periferia di una grande metropoli. Ha il sapore di un film adolescenziale e giovanilista che racconta le migliaia di morti che l'eroina ha fatto negli anni '80 in tutto il mondoe invece viene dalle case e dalla piazza di un piccolo paese.