Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini Cervaro

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Generale Dalla Chiesa intervistato da Biagi
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Scritto da Walter Bianchi   
giovedì 03 settembre 2009

3 settembre 1982 - 3 settembre 2009.Il 3 settembre del 1982 in via Isidoro Carini un commando di Cosa Nostra uccide il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Tutti trucidati a colpi di kalashnikov.

Per ricordare la figura di questo uomo lasciato solo dalle Istituzioni nella lotta contro un sistema, di cui evidentenmente erano conniventi, ecco una breve intervista di Enzo Biagi allo stesso Generale.

Da sottolineare il modo con cui analizza con lucidità e precisione la reale situazione italiana e con cui traccia una linea guida da percorrere per una migliore lotta contro il sistema mafioso. Un'amara coincidenza fa si che la legge, sulla confisca dei beni mafiosi di cui parla nell'intervista, (LEGGE 13 SETTEMBRE 1982, n. 646) entrasse in vigore pochi giorni dopo la sua morte.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 settembre 2009 )
 
Looking for Salvador...
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Scritto da Andrea Meccia   
martedì 28 luglio 2009

Ken Loach firma uno degli undici episodi del film collettivo 11 settembre, una data che nella mente di tutti ci porta all'attacco terroristico delle Twin Towers del 2001. Il regista inglese ci aiuta a spostare lo sguardo indietro nel tempo e a ricordare un altro terribile 11 settembre. Era l'anno 1973 e siamo nel giardino di casa degli Stati Uniti d'America, in America Latina, in Cile, e quel «s.o.b.» («son of a bitch») di Salvador Allende, leader della Union Popular, era il Presidente della Repubblica cilena...

 http://andreameccia.blogspot.com

 
E' sempre Goldman Sachs. L'Impero sta vincendo?
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lunedì 20 luglio 2009

di Simone Santini

Doveva essere la crisi finale del capitalismo ma i colossi di Wall Street, dopo alcuni scossoni, tornano a fare la voce grossa. I dati del secondo trimestre del 2009 dicono che la banca (ex) d'affari Goldman Sachs, una delle regine del mercato che ha superato indenne l'anno terribile, incamera ora profitti record e promette bonus milionari a dipendenti e dirigenti: forse la crisi finanziaria non è ancora finita, ma per alcuni banchieri pare proprio di sì.
Sembrano lontani i tempi in cui i risparmiatori britannici facevano le file agli sportelli della Northern Rock, del tracollo di Bear Stearns, del crack di Lehman Brothers, dell'acquisizione di una boccheggiante Merrill Lynch da parte di Bank of America. E come dimenticare le decisioni di Morgan Stanley e proprio Goldman Sachs di cambiare statuto e trasformarsi da banche d'affari in banche commerciali (cosa avvenuta lo scorso autunno), sottostando così alla regolamentazione della Fed (la Banca Centrale americana) ma potendo anche accedere ai ricchi fondi statali, dunque pubblici, destinati agli enti finanziari in crisi.
A giudicare dai risultati fu una mossa brillante. Grazie a quella boccata d'ossigeno (tra l'altro più che sostanziosa, 10 miliardi di dollari) Goldman Sachs poteva continuare, dietro la foglia di fico di essere anche una banca commerciale, tutte quelle operazioni finanziarie che sole possono dare rendimenti stratosferici. I numeri parlano chiaro. Le attività di trading (ovvero la speculazione su indici azionari, materie prime, cambi valutari e quant'altro) hanno rappresentato per questo 2009 la gran parte (70-80%) degli utili della compagnia (più 33% rispetto lo scorso anno), mentre il nuovo settore, l'attività strettamente bancaria, per questo secondo trimestre ha segnato una perdita del 15% rispetto al precedente.
 
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Omicidio Pasolini Parte 1. Il Contesto storico-politico.
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Scritto da Andrea Meccia   
mercoledì 15 luglio 2009
Il 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini veniva ucciso. Siamo nel pieno degli anni di piombo e della strategia della tensione. L’Italia è un paese in cui l’omicidio e la gambizzazione dell’avversario politico, la strage di civili innocenti, l’uso della violenza sono strumenti di lotta politica con cui il sistema Paese e l’opinione pubblica sono costretti a relazionarsi. La società civile e le istituzioni italiane affrontano la sfida difficile e cruenta del terrorismo politico di matrice fascista e comunista.
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Rifondazione e Terra
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sabato 11 luglio 2009

di Alessandra Daniele

matric.JPGCompagni, ho da darvi due notizie, una cattiva, e una buona.
La notizia cattiva è che i comunisti non torneranno in Parlamento per moooolto, moooolto tempo, e questo a prescindere da quanti voti riusciranno mai a recuperare, perché PDL e PD, di comune accordo, continueranno ad alzare la sbarra dello sbarramento in modo da tenerli fuori comunque.
PDL e PD non sono che le due facce dello stesso paperdollaro di Paperopoli, due facce come il culo. Finora l’unico motivo di vero dissenso fra loro è stata qualche escort che ha usato la lingua anche per parlare.

La notizia buona è che c’è vita anche fuori dal Parlamento. C’è aria respirabile, anzi, molto più respirabile. Come molti benemeriti militanti di base già sanno, è soprattutto lì che si può e si deve fare politica, tornando all'essenza di quello che è, che deve essere un comunista, sostenendo e organizzando i lavoratori, i discriminati, gli sfruttati, restituendogli coscienza di sé.
 

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Un mar de dudas
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Scritto da Andrea Meccia   
venerdì 10 luglio 2009

Il quotidiano argentino Página12, nel supplemento Soy del 3 Luglio 2009, ha dedicato un importante e appassionante articolo  a Pier Paolo Pasolini. L’articolo è stato scritto da Ernesto Meccia, professore di sociologia presso la Universita’ di Buenos Aires (UBA) e autore de La cuestión gay. Un enfoque sociologico (Gran Aldea Editores, 2006), e da Andrea Meccia, uno dei soci fondatori dell’Associazione Pier Paolo Pasolini Cervaro. E’ per tutti noi dell’associazione una enorme soddisfazione veder comparire il nostro nome sulle pagine di una testata giornalistica prestigiosa (ricordiamo che Página12 nasce in Argentina dopo la terribile dittatura militare che terrorizzò il Paese dal 1976 al 1983). L’articolo (che al più presto pubblicheremo nella sua versione in italiano) non pretende fare luce sulla verità giudiziaria della morte di Pier Paolo Pasolini. Le parole degli autori si muovono in un mare di dubbi, cercando di analizzare perchè sulla morte del poeta sia prevalsa in questi anni (senza giungere a conclusioni “soddisfacenti”) la tesi dell’omicidio politico e siano state tralasciate tutte le ipotesi e le circostanze di un delitto con caratteristiche tipiche del delitto passionale-omosessuale e di una morte carica di simbolismo, che permette al poeta di chiudere la sua esistenza con un atto sacrificale di laica religiosità.

Ultimo aggiornamento ( domenica 12 luglio 2009 )
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