La notizia del ritiro non ci ha colti di sorpresa.Si sa come vanno queste cose.Voci che si rincorrono fino a darsi vicendevolmente forza o si contraddicono a oltranza.Voci che,comunque vada,hanno il potere intrinseco di farti vacillare.Specchietti per le allodole o segnali premonitori.Mirini puntati,in ogni caso,sul bersaglio grosso.
Così,l'ufficialità del ritiro ci ha trovato "preparati",ma fino a un certo punto.Dubitavamo,in cuor nostro,ed in tutta onestà,che di effettivo ritiro potesse trattarsi.Un progetto così ambizioso,così innovativo,così imponente.Con il suo bel giro di milioni per recuperare i costi d'investimento ed il suo spettro di affascinanti prospettive affaristiche,come dire,alternative,perlomeno in potenza.Siamo in Italia.Sembrava troppo bello per essere vero.E invece,a quanto pare,l'Immobiliare srl,ormai tristemente famosa dalle nostre parti,dovrà cercarsi un altra zona ove poter edificare il suo impianto per l'inertizzazione dell'amianto.A noi non resta che gridare vittoria.
4 giugno 2010
Ore 18.00
Auditorium Bellini, Via Prato Piternis - Cervaro (Fr)
Info
349.0987189 - 349.8389359
Il documentario è stato realizzato dalla Fondazione Tarantelli a 25 anni dall'omicidio dell'economista da parte delle Brigate Rosse.
Era il 1985, e l'Italia non era ancora del tutto uscita dagli anni di piombo. Le BR continuavano a colpire. Dopo l'omicidio del sindacalista Guido Rossa e la gambizzazione di Gino Giugni (il padre dello Statuto dei lavoratori), i bersagli erano diventati esponenti del mondo economico-sindacale. Il 27 marzo del 1985 a Roma, nel cortile della Facoltà di Economia e Commercio de La Sapienza, la vita del giovane Professore Ezio Tarantelli, "economista geniale" come lo ha definito il Presidente Napolitano lo scorso 9 maggio, fu spezzata. Suo figlio Luca aveva tredici anni allora e oggi ha deciso di andare alla ricerca della memoria umana e intellettuale di suo padre, intervistando gli amici, i colleghi, i testimoni della vita di Ezio, insieme con la madre, Carole Beebe Tarantelli.
Il documentario si snoda fra immagini pubbliche e private di Ezio. I filmini casalinghi in Super8 del piccolo Luca con amici e parenti, i ricordi degli anni americani di Boston e del Massachusetts dove Ezio seguiva le lezioni di Franco Modigliani, le foto del matrimonio sessantottesco con Carole, si alternano alle immagini dei tavoli sindacali, delle grande manifestazioni contro il taglio alla scala mobile del 24 marzo 1984. Quando Ezio fu ucciso, aveva da pochi minuti terminato la sua lezione all’università e si stava recando al comitato per il «No» al referendum sull’abrogazione della scala mobile.
Dott. Andrea Meccia, Ufficio Stampa Ass. Cul. Pier Paolo Pasolini Cervaro
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Il grande luogo........il viaggio e la fuga.......i libri e la vita.....il lavoro e la schiavitù.........l'irreale e il reale.......l'innocenza e la violenza.......il paese e la metropoli... DEDICATO A TOMMY GOAL GIRATO NELLA PROVINCIA PIU' DISASTRATA E DEPRESSA D'ITALIA FROSINONE
L’Associazione Culturale Pier Paolo Pasolini con la collaborazione del fotografo Todisco Igor organizza un corso di fotografia. Il programma didattico sarà articolato in 10 lezioni che possono essere suddivise in 4 parti fondamentali:
1)Regole e teoria della fotografia.
2)Rappresentazione e codifica delle immagini digitali.
3)Cenni di illuminoteca e illuminazione del set fotografico.
4)Lettura critica delle fotografie.
Il corso sarà suddiviso in lezioni pratiche e teoriche. Durante le lezioni pratiche sarà dedicato del tempo anche alla conoscenza più approfondita della propria attrezzatura fotografica e/o informatica.
Alla fine del corso gli allievi riceveranno un attestato di frequenza.
Da tempo è usanza delle istituzioni o dei membri che ne fanno parte concedere ciò che spetta per diritto (morale prima ancora che legale) attraverso una formula particolare ovvero la formula del “piacere personale”. Un modo quanto meno particolare di disporre della cosa pubblica, senza dubbio autoritario e mirato a costruire un legame clientelare, con il conseguente deterioramento di uno stato di diritto e democratico in cui dovremmo vivere.
L’Associazione non è immune a subire questa pratica, ma allo stesso tempo ha la forza morale e civile per affermare che non si lascia strumentalizzare né scende ad alcun compromesso morale per poter portare avanti i propri programmi, tantomeno in questo periodo di campagna elettorale. I principi e i valori su cui si fonda il nostro operato non possono essere messi in discussione per il tornaconto di nessuno, per questa ragione ribadiamo con forza che l’ASSOCIAZIONE PIER PAOLO PASOLINI di Cervaro ha un carattere apartitico, per cui non ha né colori né simboli di partito di riferimento sui cui principi fondanti basare il proprio lavoro o da “appoggiare” nelle prossime votazioni politiche.